Chi Siamo

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LA NASCITA DEL CORO

Il coro A.N.A. Ardito Desio nasce nel 2002 grazie all’entusiasmo e allo spirito di iniziativa per presidente sezionale Luigi Ronutti e alla tenacia del maestro Bruno Fritsch. Fin dall’inizio lo spirito che ha animato il gruppo è legato alla volontà di mantenere vivi e di far ascoltare ancora i canti tradizionali alpini, alimentando inoltre il repertorio anche con brani di origine diversa sotto il profilo culturale e geografico. Con il nostro canto intendiamo trasmettere alle nuove generazioni, e ricordare alle vecchie, i valori, lo spirito di sacrificio e di solidarietà ma anche la goliardia che dimostrano gli alpini in tutte le occasioni in cui c’è stato e ci sarà bisogno della loro presenza e della loro opera. Il coro ha incominciato con 22 elementi ed ora ne conta oltre 50, suddivisi nelle quattro voci virili: Tenori Primi, Tenori Secondi, Baritoni e Bassi. Sono ormai numerose le uscite organizzate in questi primi anni di attività e non sono mancate le occasioni per impegnarsi in concerti di solidarietà. Il coro cresce nel tempo, sia in termini di tecnica e repertorio, sia in popolarità – soprattutto tra gli “addetti ai lavori” -, incrementando quindi la qualità delle esibizioni. Il gruppo è certamente unito tanto nel momento dell’impegno che nelle occasioni di festa, come richiede la tradizione. Questo anche grazie alla spinta e alla capacità del nostro attuale maestro Nazario Modesti, che non perde l’occasione per darci il proprio contributo ed incoraggiamento  a continuare questa avventura. Con l’amicizia che ci lega, unita al rispetto reciproco e ai più sani valori della “scuola alpina” vogliamo continuare il nostro cammino, nella certezza che la nostra testimonianza riesca a portare, con buon gusto, l’ essenza del nostro cuore Alpino con la professionalità che ci ha sempre contraddistinti, all’insegna dell’ armonia.

CRONACA DEL DEBUTTO

Dopo cinque mesi di preparazione, il coro sezionale ha finalmente vissuto il suo debutto. E’ stata una “performance” breve, ma sufficiente ad indurre momenti di emozione ed a…rompere il ghiaccio del “palcoscenico”. Sabato 12 aprile 2003, nell’accogliente chiesa di Bagnaria Arsa, infatti, il nostro coro ha fatto gli onori di casa per la 4^ rassegna di cori alpini ottimamente organizzata dal locale Gruppo ANA e dall’Ass.Cult.”Le Vile”. Accanto al nostro sodalizio, si sono esibiti il Coro “Voci nuove” di Nespoledo ed il Coro ANA” di Passons: la partecipazione di compagini così blasonate non ha però spento la voglia di debutto dei nostri coristi, alimentata anche dalla presenza, nel folto pubblico intervenuto, di un alto numero di sostenitori, consoci e parenti, che con caldi applausi hanno rinvigorito le ugole della “Tavoni”. Dopo il saluto di benvenuto da parte degli organizzatori, Luigi Ronutti, nella duplice veste di Presidente Sezionale e di coordinatore del coro (oltre che di prestigioso tenore secondo), ha brevemente presentato il gruppo vocale illustrando le motivazioni che hanno portato alla sua costituzione. Quindi, sotto l’attenta direzione di Bruno Fritsch, il coro si è esibito nei quattro pezzi previsti, riscuotendo un deciso (ed insperato?) successo. Nell’illustrazione delle cante, affidata a Valditara, non è mancato l’affettuoso pensiero ai soldati in missione all’estero, in particolare agli alpini del 9° ed ai “tolmezzini” artiglieri del 3° da montagna, impegnati in Afghanistan. Gli applausi riscossi hanno giustamente premiato la costanza dei coristi e, soprattutto, la paziente capacità del maestro Fritsch. L’affermazione ottenuta aiuterà sicuramente la crescita del coro, che si è subito rimesso al lavoro, con irrefrenabile voglia di esibirsi. Oltre a tutto, quella sera fra il pubblico serpeggiava una voce: visto il successo, il Vicepresidente Padovan, arcigno ed oculato custode delle finanze sezionali, si è lasciato sfuggire la promessa che, alla luce dei risultati, ben presto procurerà ai coristi la tanto agognata e, a questo punto meritata, divisa sociale!

25 SETTEMBRE 2004 – IL CORO SEZIONALE DEDICATO AD ARDITO DESIO

Il coro sezionale è diventato ormai una realtà consolidata nel panorama delle nostre attività. I tempi delle prime timide uscite, senza una divisa sociale e con un repertorio limitato, paiono quasi ricordi lontani. Le prove hanno assunto un ritmo regolare ed i cantori risultati superstiti alla naturale selezione iniziale, fieri del dignitoso numero di brani che cominciano ad arricchire il potenziale del complesso, raccontano con malcelato e tronfio orgoglio delle sfuriate del maestro Fritsch, ormai convintosi di poter chiedere di più ai nostri…”virtuosi”. Cominciano anche a giungere inviti a concerti che, per l’importanza delle manifestazioni che li ospitano e per il livello dei cori partecipanti, risultano di notevole interesse. I nostri cantori hanno così avuto modo di esibirsi il 19 giugno a Cividale, per l’80° di quella Sezione, ed il 2 ottobre a Casarsa della Delizia, raccogliendo commenti lusinghieri in entrambe le occasioni. Ma una giornata veramente speciale, per il nostro coro, è stata quella di sabato 25 settembre, quando, nel corso dell’inaugurazione della mostra organizzata nel terzo anniversario della scomparsa di Ardito Desio, il complesso canoro è stato intitolato alla memoria del grande geologo ed Alpino palmarino. Sin dalla sua nascita il coro era stato solo e semplicemente il “Coro ANA Sezione di Palmanova” e potersi ora fregiare di un nome tanto illustre è motivo di orgoglio, ma anche di rinnovata responsabilità. Alla presenza delle autorità, fra cui la figlia di Desio, la signora Maria Emanuela, Presidente dell’Associazione “Ardito Desio”, e di numerosi presenti, il neo battezzato coro ha eseguito dei brani in tema con la ricorrenza, lasciando trasparire fierezza ed emozione. Il nuovo nome è stato poi sfoggiato con giusta soddisfazione alla prima uscita successiva, sabato 16 ottobre, a Sevegliano, per il 1° raduno sezionale.

ALLA SFILATA CON IL CORO

Quella di quest’anno è stata la mia ventisettesima adunata nazionale, ed è stata del tutto nuova. Dopo adunate da giovane congedato, o impiegato nel servizio d’ordine, oppure con oneri da consiglio nazionale, o semplicemente da “vecio” in vacanza, a Parma l’ho vissuta insieme in un coro.
Al coro “Ardito Desio” alla sua prima adunata in veste ufficiale, l’organizzazione aveva assegnato un concerto , il sabato, presso un centro anziani del Comune, il “Tulipano”. Una realtà tutta particolare, che ha stupito tutti noi all’arrivo nella struttura. Si tratta di un complesso di molti piccoli orti (oltre 600!), tutti recintati e ben coltivati, concessi in affitto simbolico agli anziani che ne fanno richiesta. Al centro di questo simpatico “giardino dell’Eden”, le strutture fisse: una palazzina con alcuni alloggi destinati ad accogliere qualche bisognoso, per lo più extracomunitari di transito, i servizi, un refettorio con cucina, un piccolo bar e una grande tensostruttura adibita a ….balera! Si, perchè il fine settimana, gli anziani che hanno lasciato il centro per coltivare il loro orticello, dopo una giornata di zappa ed annaffiatoio, si lavano, si cambiano e si incontrano al suono del liscio. Viene proprio da confermare che in Emilia sanno vivere.
Si può immaginare il nostro sconcerto quando bagnati da un consistente acquazzone, siamo arrivati ed abbiamo scoperto il luogo dove dovevamo esibirci. Pochi i presenti, il suono della mazurca già a preriscaldare la pista, noi ci guardavamo intorno. Poi, poco alla volta , la sala si è animata. Gli ospiti arrivavano e, fra una polka ed un valzer, guardavano questi alpini un po spaesati. Che si chiedevano “Ma piaceremo Non siamo mica l’orchestra Casadei!” Ma quando alle cinque, la pista si è svuotata ed il presentatore ci ha chiamato, l’applauso di benvenuto ci ha subito rinfrancato.
Per un’oretta abbiamo eseguito il nostro repertorio, non sempre noto a questo pubblico della bassa padana, che ha però mostrato di gradirlo e ci ha riservato simpatia e calore. Saluti, scambi di doni, un bicchiere di lambrusco e via, nel bagno di folla del centro già stracolmo.
Che un coro rappresenti, per molti versi, l’immagine dell’estetica alpina si sapeva, ma vivere dall’interno momenti di viva emozione creati dal contatto con la gente in occasioni così spontanee, è stata veramente un’inattesa e piacevolissima sorpresa. Camminavamo seguendo la marea di alpini e non che riempiva le strade del centro. Poi, scorgendo un androne o un angolo che si prestava, tutti fermi, in posizione di canto; Bruno intonava la nota e via, il coro partiva in piccoli concerti estemporanei, catalizzando l’attenzione dei passanti che subito formavano un capannello attento e partecipe. Applausi sinceri, sorrisi di gratitudine, una maestra che ci chiede di cantare una canzone che aveva insegnato ai suoi scolari, un “vecio” che vuole concorrere al canto, un giovane che ci mostra con orgoglio alla morosa. E tanti, tanti sorrisi. Abbiamo fatto davvero scorta di emozioni, che non ci lasceranno facilmente ed aiuteranno il coro a proseguire nel suo lavoro.
Come i battimani raccolti la domenica mattina, durante la sfilata. Ma si era mai visto un coro sfilare cantando? Noi lo abbiamo fatto, riscuotendo consensi che, con tutta probabilità, non badavano troppo alla qualità della nostra esibizione (camminando e non in formazione, non è certo facile “rendere bene”, e poi non era importante) quanto al coraggio manifestato ed alla simpatia che generavamo. E comunque, per noi, quegli applausi sono stati importanti come quelli del pubblico più esperto e raffinato che avremmo potuto trovare in teatro. Anzi, più importanti ancora. Credo proprio che il coro ripeterà questa felice esperienza per la quale, in verità, sta già preparando qualche altro pezzo… da marcia.